Come rimuovere i likes da instagram può danneggiare la nostra salute mentale

Ogni giorno 500 milioni di persone accedono a Instagram e continueranno ad accedere e accedere e accedere, perchè gli esseri umani sembrano desiderare ardentemente le ricompense visuali e sociali.
Ma l’uso eccessivo dei social media può diventare problematico e portare a una disfunzione del ritmo sonno-veglia, perdita di produttività e conflitti interpersonali. Mentre “la dipendenza dai social media” rimane un termine molto criticato all’interno della comunità scientifica, il rapporto tra le interazioni online e la dipendenza che ne consegue sta creando delle preoccupazioni.

Per questo Instagram, ha iniziato a testare una nuova politica che prevede la rimozione dei likes visibili dalla piattaforma. Mentre gli utenti potevano precedentemente vedere quanti “Mi piace” avessero ricevuto altre persone ai loro post, ora potranno vedere solamente quelli alle proprie foto.
Instagram ha iniziato a nascondere i likes in Canada a partire dal maggio 2019 e ha poi allargato questa sperimentazione in Irlanda, Italia, Giappone, Brasile, Australia e Nuova Zelanda. Per quanto riguarda gli USA, invece, questo processo è incominciato a novembre del 2019.

Ma mentre la perdita di likes potrebbe far rivalutare in maniera positiva il modo in cui ci rapportiamo ai social media, quel piccolo tasto a forma di cuore è diventato un mezzo di profitto per gli influencers, con 3,7 milioni di post di brand sponsorizzati sulla piattaforma solo nel 2018. Gli influencers utilizzano i likes come mezzo per attrarre gli inserzionisti e adesso dovranno modificar il modo in cui fanno business.
Nonostante possa danneggiare il profitto di questi utenti, instagram sta comunque portando avanti questo cambiamento. L’amministratore delegato Adam Mosseri ha recentemente spiegato al Vertice Wired25 che l’ansia e la pressione sociale che derivano dall’app “stanno peggiorando, specialmente tra i giovani, in un mondo in cui il cellulare è diventato una priorità”.
In seguito riportiamo le ragioni degli esperti secondo cui rimuovere i likes può influire sul cervello degli utenti e sulla popolarità degli influencers.

Perchè le persone sono così ossessionate dai social media?

Quando un nostro post riceve un qualche tipo di attenzione – che sia un like, un commento o una condivisione – proviamo un senso di gratificazione.
“Siamo programmati per trovare appaganti le interazioni sociali”, afferma Dar Meshi, neuroscienziato cognitivo presso l’università del Michigan.
Questo sistema di ricompensa sociale attiva lo striato ventrale, una parte del cervello che serve a prendere decisioni e regola il comportamento correlato al concetto di premio. E’ la stessa area che si attiva quando si scommette, si mangia un pezzo di torta o si fa sesso e il neurologo cognitivo Ofir Turel pensa che questa attivazione sia la ragione per cui accedere ai social media è così allettante.


”Ogni volta che pensiamo o vediamo qualcuno usare un social, il nostro cervello collega questa azione a una sensazione di piacere.” continua Turel del Dipartimento di Sistemi di informazioni e scienze decisionali presso la California State University Fullerton.
Dar Meshi descrive le interazioni sociali come esperienze gradevoli, come quando chi ci ascolta annuisce con la testa in segno di approvazione o riceviamo un complimento.
Un altro aspetto attraente dei social media è che quando postiamo, non abbiamo idea di quanti likes riceveremo e quando. Il neurologo spiega che per la paura di non ottenerne, controlliamo più spesso i social perchè non sappiamo quando questa informazione apparirà.

Relazione e studio tra comportamento degli umani e i piccioni

Gli psicologi comportamentali B. F. Skinner e Charles Ferster scoprirono questo bisogno decine di anni fa nei piccioni. Osservarono che questi animali, dopo aver ottenuto una ricompensa per aver premuto un
pulsante, avrebbero ripetuto questa azione migliaia di volte nella speranza di ricevere un altro premio.
Turel relaziona il comportamento compulsivo dei piccioni con la persistenza degli umani nel controllare i social media. “Sembra assurdo, vero? Eppure noi umani non siamo tanto diversi in questo” afferma.
Il neurologo crede che i giovani utenti di Instagram siano più tentati dal sistema di ricompensa del social media a causa dello sviluppo del cervello. Infatti, i sistemi di ricompensa del cervello si sviluppano molto velocemente e maturano con l’infanzia, mentre le regioni mentali che regolano l’autocontrollo finiscono di svilupparsi più tardi. Questo squilibrio, secondo Turel, potrebbe portare a un uso eccessivo dei social media.
“I giovani possiedono un acceleratore molto maturo ma il sistema di frenaggio non è ancora sviluppato.

Per esempio, accedono a un social media per vedere un video e ne rimangono intrappolati; due ore dopo, realizzano di aver visto 200 video di gatti.”

Si può parlare di dipendenza dai social media?

Non è così semplice rispondere. Nonostante possa non essere così grave come altri tipi di dipendenza ben conosciuti, Meshi afferma che controllare ripetutamente i social media per il bisogno di attenzioni attiva comunque il sistema di ricompensa del cervello similmente ad altri comportamenti che danno dipendenza, come un ludopatico che tira la leva della slot machine.
Vi sono, però, molte distinzioni tra un uso problematico dei social media e la dipendenza da una sostanza.
Se comparato alle conseguenze di una tossicodipendenza, che può completamente destabilizzare la vita della persona, portandola anche a comportamenti criminali, Meshi e Turel concordano che gli effetti negativi dell’abuso dei social media sono minori.
Inoltre, Turel afferma che i sintomi di astinenza differenziano questi due tipi di dipendenze: disconnettersi dai social media può causare irritabilità ma l’astinenza da sostanze ha sintomi che possono essere molto gravi a livello fisico come spasmi, tremori e delirio.

Come affronteranno questo cambiamento gli influencers?

La perdita del tasto dei likes può non avere una differenza sostanziale per gli utenti con pochi seguaci – dice Evan Asano, fondatore di Mediakix, influente agenzia di marketing – che afferma che questo cambiamento può alterare il modo in cui gli influencers fanno business.
“I likes sono stati la misura di riferimento fino ad oggi perchè è un metodo facile per calcolare l’impegno sociale.”
Quando un brand seleziona gli influencers per sponsorizzare un prodotto, prestano attenzone al tasso di presenza o dei likes della persona. Più pubblico raggiunge un influencer con un post, più l’utente è prezioso per i brands.
Asano afferma che l’industria dovrà trovare un nuovo punto di riferimento per stimare l’importanza di un influencer, che potrebbero essere i commenti, nonostante questi ultimi non abbiano un grande impatto sulla popolarità della persona. Potrebbe semplicemente cambiare come gli inserzionisti e le agenzie raggiungono il pubblico: per esempio, Mediakix può autonomamente tracciare il valore del business dei suoi influencers nel database di una campagna pubblicitaria.

“Instagram sta comunque crescendo all’impazzata” continua Asano. “E’ grandioso avere persone che esprimono se stesse anzichè usare lo stesso tipo di foto perchè è quella che attira più likes.”

Quindi qual è il punto della situazione?

Con la nuova politica, i likes non saranno più visibili agli altri utenti. Sarà possibile vedere solo i likes sotto ai propri post.
“L’idea è di diminuire la pressione da instagram” afferma Mosseri, “stiamo cercando di ridurre l’ansia e i paragoni sociali.”
Turel afferma che perdere la possibilità di vedere quanti likes ottengono le altre persone potrebbe modificare positivamente il modo in cui usiamo l’app: rimuovendo i mi piace, Instagram elimina anche ogni punto di riferimento che gli utenti hanno di paragonare i propri numeri a quelli degli altri. Il neurologo crede che questo possa rendere Instagram un luogo più sicuro.

A cura di Alessia Basaglia – Sponsorizziamoci.it